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NOVITà
2012:
IO, PSICOLOGO AL LAVORO,
Casi ed esperienze di psicologia del lavoro
per la terza prova
dell'Esame di Stato e per i corsi di Psicologia del lavoro e delle
organizzazioni

Dall'introduzione:
Psicologo “al” lavoro invece che “del” lavoro. Il senso di questo libro è
tutto nel titolo.
Non è un’autobiografia, nonostante il titolo inizi per “io”. O meglio,
contiene anche qualche elemento autobiografico ma non è la storia della
mia vita.
“Al” lavoro contiene “del” lavoro. Ho voluto porre l’accento sugli
aspetti concreti e applicativi della professione, privilegiando quei punti
di vista che aiutano a comprendere come operare all’interno delle
Organizzazioni.
È un testo al contrario, per certi versi, perché inizia dal racconto di
esperienze dirette, prende in esame alcuni casi legati alla psicologia del
lavoro, per poi riferirsi ai principi teorici solo alla fine della
trattazione del caso.
A
chi può servire un libro del genere?
Di
fatto è una raccolta di casi svolti, quindi utile ai laureati in psicologia
di indirizzo lavoro che debbano affrontare gli esami di stato.
Ma può servire anche agli studenti dei corsi di psicologia del lavoro e
delle organizzazioni, per guardare con occhio concreto e qualche volta
dissacrante la loro futura attività.
Infine ritengo immodestamente che possa costituire un punto di consultazione
per i colleghi psicologi del lavoro, per confrontarsi con
un’esperienza che può coincidere o meno con la loro e riconfigurare il loro
punto di vista su un determinato approccio.
Resta quindi un testo specialistico per l’area di psicologia del lavoro, ma
con un taglio legato all’esperienza concreta che guardi al mondo delle
imprese e delle organizzazioni con occhio disincantato e consapevole.
Il rischio nella nostra professione, in effetti, è di teorizzare
correttamente ma di non trovare nel mondo reale le situazioni attese, con
tre tipi di conseguenze possibili:
-
attuare interventi ineccepibili dal punto di vista teorico ma inefficaci
nella loro applicazione concreta, quindi senza ottenere i risultati
attesi;
-
attuare interventi che raggiungano gli obiettivi ma che producano un
impatto inatteso sull’organizzazione, generando effetti dannosi;
-
essere sbattuti fuori immediatamente perché il committente non ha capito
il nostro approccio o, al contrario, lo ha capito meglio di noi e si è
reso conto che non è attuabile in quella organizzazione!
A
questo punto il lettore che è in libreria e sta sfogliando le prime pagine
di questo testo per decidere se acquistarlo o meno, ha la forte tentazione
di richiudere il libro e spostare il budget per il suo acquisto su
un’appetitosa pizza in compagnia!
Non so darti torto, caro lettore (scusa se ti do del tu, neanche ti conosco,
ma in fondo ti sto dando il diritto di entrare nei miei pensieri). Comprendo
che non tutti riescono ad affrontare la disillusione che deriva dal sentirsi
raccontare una verità scomoda. Bada bene, questo non è un testo pessimista,
tutt’altro. L’intento non è certo quello di scoraggiarti, anzi, è quello di
prepararti alle situazioni che ti attendono, sì da evitare errori e
figuracce.
Non nascondo che nella mia professione ne ho commessi di errori (diffido di
chi dice che non ha mai sbagliato) anche grossolani, soprattutto agli inizi
dell’attività, quando l’entusiasmo e la mancanza di esperienza mi facevano
pensare che possedere le teorie di riferimento significasse avere in mano la
verità rivelata. L’intento è quindi di dare un contributo alla riduzione di
questi errori.
Partire da casi ed esperienze concrete vuol essere un aiuto a leggere meglio
le organizzazioni. Teniamo conto che le teorie più apprezzate ed evolute
sono state sviluppate in contesti socio-culturali diversi e spesso lontani
dalla realtà italiana, per cui vanno in qualche modo “tradotte” per essere
utilizzate efficacemente nel nostro tessuto economico produttivo e più in
generale nel nostro contesto organizzativo.
Sarò grato a quanti vorranno darmi un riscontro sull’utilità o meno di
questo lavoro, con una mail all’indirizzo info@eugeniorollo.it
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INDICE
1. Pianificazione, recruiting,
selezione
2. Piani di sviluppo
3. Formazione e apprendimento
4. Gestione delle Risorse Umane
5. Valutazione
6. Organizzazione e relazioni
7. Coaching
8. Mobbing e Retention
9. Disagio organizzativo e Burn-out
10. Clima organizzativo
11. Stress lavoro-correlato
12. Management e Leadership
13. Marketing e Comunicazione
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